Il biglietto della mostra “Pissarro l’anima dell’Impressionismo” include anche la visita alla Quadreria dell’Ottocento, Collezione Morone dei Musei Civici di Pavia in cui l’arte di Pissarro sarà messa a confronto con quella di un artista italiano suo contemporaneo anch’egli profondamente legato al tema della terra e della vita rurale: Giuseppe Pellizza da Volpedo. La Collezione Morone presenta inoltre importanti lavori di De Nittis, Boldini, Zandomeneghi.

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I Musei Civici
Il Castello Visconteo di Pavia, costruito per volere di Galeazzo Visoconti tra il 1360 e il 1365, è situato a nord del centro storico della città e ospita i Musei Civici di Pavia.
L’edificio, in mattoni e pietra calcarea, conserva la tipica struttura quadrangolare a corte – con torrioni e cortine interne ad arcate – l’organizzazione planimetrica e gli elementi architettonici originali, fatta eccezione per l’ala nord distrutta nel 1525, in occasione della Battaglia di Pavia.
Il patrimonio museale consta di opere pubbliche e di oggetti privati donati alla municipalità di Pavia.
All’interno della sezione archeologica si possono trovare materiali e oggetti propri del territorio, frutto delle campagne di scavi effettuate nella provincia pavese. La sezione d’arte longobarda conserva alcune tra le capitali testimonianze dell’arte del regno dei Longobardi, di cui Pavia fu capitale.
La sezione del Rinascimento custodisce i rilievi in marmo provenienti dalla Certosa di Pavia e le straordinarie opere della raccolta Malaspina, provenienti dalla collezione del marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro. Tra i vari capolavori si possono ammirare le opere di Gentile da Fabriano, Lorenzo Veneziano, Giovanni Bellini, Antonello da Messina, Correggio,  Bernardino Luini, Cima da Conegliano ecc.
E’ inoltre presente un nutrito gruppo di opere del XVII e XVIII sec. di autori quali Camillo Procaccini, Daniele Crespi, Francesco Cairo.
Da alcuni anni è inoltre possibile ammirare le opere della collezione della famiglia Morone, che ha donato al museo opere pittoriche del XIX e XX sec., tra le quali vanno segnalati capolavori di De Nittis, Boldini, Zandomeneghi.

With the ticket of the exhibition “Pissarro, the soul of impressionism” you can also visit the “Quadreria dell’Ottocento” of the Civic Museums of Pavia at the Visconti Castle where Pissarro’s art may be compared with that of a contemporary Italian artist who was himself profoundly linked to the soil and rural life: Giuseppe Pellizza da Volpedo. You can also admire the paintings of the Morone Collection, with some masterpieces as paintings by De Nittis, Boldini, Zandomeneghi.

The Civic Museums of Pavia
The Visconti Castle of Pavia, built between the 1360 and 1365 on Galeazzo II Visconti’s will, is located in the northern area of the historical centre of Pavia. Inside the building are housed the Civic Museums of Pavia.
The Castle, made in bricks and lime stone, still preserves the typical quadrangular court – with turrets and arched interior curtains – the planimetric organization and the original architectural elements,
except the northern area destroyed in 1525, during the Battle of Pavia.
The museum’s collection includes public works and private objects donated to the city of Pavia. Within the archaeological section you can find materials and objects specific of the territory, resulted on the excavations carried out in Pavia province.
The Lombard art section preserves some of the most important testimonies of the Lombard kingdom, of which Pavia was the capital.
The Romanesque Renaissance section holds marble reliefs from the Certosa of Pavia and the extraordinary works of the Malaspina collection, from the Marquis Louis Malaspina of Sannazzaro (1754 1835). Among the numerous masterpieces it is possible to admire works of Gentile da Fabriano, Lorenzo Veneziano,  Giovanni Bellini, Antonello da Messina, Correggio, Bernardino Luini, Cima da Conegliano and many others. There is also a large group of works from the seventeenth and eighteenth century by authors such as Camillo Procaccini, Daniele Crespi, Francesco Cairo. From some years are exposed the works of the collection of the Morone family, who donated paintings of the nineteenth and twentieth century, among which are masterpieces of De Nittis, Boldini, Zandomeneghi.